:COME LAVORA IL PROCESSO DI VAPORE?
:NANOTECNOLOGIA DFI
La Nanotecnologia DFI, patentata negli Stati Uniti, come Diamon-Fusion®, é una tecnología premiata che usa un processo di deposizione chimica di vapore. La nanotecnologia di DFI si puó applicare sulla maggioranza delle superfici che contengono silice (ossido di silicio), come il vetro, la ceramica, la porcellana o il granito. I vapori di formulazione speciale reagiscono con la catena molecolare del silice della superficie sullo stesso sostrato (superficie a trattare). La nanotecnologia di DFI si genera da un processo chimico di due passi:
PASSO 1
La reazione chimica creata nel primo passo produce un “cross-linked” (intercollegamento) e fissa il film di silicone che crescerá dall´interno all´esterno della superficie. Dopo la trasformazione degli atomi di cloro a gruppo OH utilizzando la mescolanza adizionale (gli atomi di cloro vengo lasciati alla fine della catena atomica dopo il primo passo) un secondo vapore di formula speciale si introduce sulla superficie.
PASSO 2
Il secondo passo literalmente affetta tutta la catena d´atomi. Questa “copertura” unica sviluppa le proprietá idrofobiche e la durabilitá, lasciando in termini chimici, nessun punto possibile per la collegazione con gli agenti inquinanti perché crea una superficie perfettamente liscia, veramente repellente.
La Nano-Chimica di DFI
La reazione chimica crea una pellicola o film protettore, otticamente non visibile e di grande durabilitá, una contribuzione nanostrutturata, rendendo la superficie píú facile da pulire e piú resistente agli efetti mecanichi e chimici del clima. Questo metodo si fa in una scala nanometrica, per questo viene chiamato nanochimica, che vuol dire una lunghezza di scala da 1 a 100 di rango nanometrico (1 nanometro de 1/1.000.000.000 metri). Le dimensioni nanometriche sono in scala atomica.
Collegamento covalente di DFI
Il collegamento creato da questo processo patentato é “covalente”, ció é, l´amalgama piú potente mai creata da una copertura idrofobica, in termini chimici. Un collegamento covalente vuol dire che la copertura finale della superficie condivide gli elettroni del vetro, diventando parte stessa della superficie tratata. I collegamenti sono dieci volte circa piú resistenti dei collegazioni che si fanno con ponti d´idrogeno, usati nelle coperture idrofobiche tradizionali.